filippo bombace architect

fra cielo e mare

monte argentario (italy) - 2016

ph. : luigi filetici

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‘… sospesa tra cielo e mare … ‘ è la definizione utilizzata dai Committenti per ritrarre la bellezza della loro casa al Monte Argentario.

E’ proprio questa definizione a innescare una bella avventura di progetto condotta con passione e divertimento nel tentativo di riverberare i sapori del paesaggio circostante anche all’interno dell’abitazione.

 

Piuttosto che procedere a un intervento radicale si decide rapidamente di impostare un progetto altamente rispettoso dell’organismo edilizio esistente, da impreziosire però con l’adozione di una nuova gamma di soluzioni di arredo e di finiture, in grado di conferire all’intervento il fascino e il brio comunque desiderati.

 

La nuova palette di finiture viene così inquadrata nell’ambito di un’immagine di progetto ispirata agli anni ‘50/’60, sapori che illustro ai Committenti in fase di approccio preliminare mediante una carrellata di immagini fondamentalmente riferita a lavori del maestro Giò Ponti.

 

E’ proprio questa carrellata di immagini a tracciare il percorso di progetto: si decide infatti di integrare le belle pavimentazioni in cotto esistenti con un ampio utilizzo della ceramica dipinta a mano nel vietrese (memoria delle origini napoletane dei Committenti), che va così a rivestire in maniera diffusa i locali bagno, la cucina e soprattutto disegna un particolare tappeto ceramico a parete nel locale soggiorno, a riassumere in un’unica composizione le geometrie utilizzate nell’abitazione, tutte imperniate attorno alla gamma del celeste, del turchese e del blu oltremare.

 

Dal punto di vista murario l’unico intervento che viene messo in atto consiste nell’apertura di un’asola orizzontale a mettere in comunicazione in maniera più diretta la cucina con l’adiacente locale soggiorno, a permettere a chi opera in questo locale di godere comunque della luminosità e della freschezza del panorama che si apprezza dall’ampia finestra esistente.

E proprio per amplificare ancor più questo e renderlo visibile anche da quel possibile punto di vista sfavorito prospetticamente, viene installato a parete una sorta di grande specchio retrovisore realizzato su disegno, basculante e orientabile in maniera da riflettere l’immagine degli esterni.

 

 

Le due pareti laterali del soggiorno anche diventano protagoniste dell’ambientazione, rivestite di una ruvida scorza di pietra che con la sua superficie volutamente scabra connota in maniera decisa il locale e bilancia le superfici lisce e quasi bagnate dei rivestimenti ceramici.

 

Degli strani motivi geometrici, comunque ispirati alle varianti formali e cromatiche dei rivestimenti ceramici, disegnano un po’ tutta la casa frazionando pareti e soffitti, spartiti ora secondo triangoli, rombi, rettangoli, semicerchi, ecc. una sorta di installazione artistica che trova forse proprio nel corridoio, il locale solitamente più funzionale, di semplice transito, il momento più alto.

 

Arredi e complementi in legno di noce canaletto e caratterizzati ancora dall’utilizzo di tessuti sulle varianti cromatiche del turchese completano l’ambientazione, vintage e marina quanto serve per dare comunque freschezza all’atmosfera generale.

 

Nella zona notte lo stesso mix di colori, sempre giocato tra il turchese e il blu più profondo del mare, disegna i diversi campi generati dalle falde, dalle travi e dai soppalchi esistenti, mentre i due bagni trovano nuovi allestimenti ancora incentrati sulla stessa gamma cromatica e sul contrasto tra le ultime novità di prodotto con pezzi (quale il lavabo del bagno ospiti, realizzato su disegno in cotto su supporto in ferro) interpreti invece di quei valori artigianali tutti italiani, di cui la casa oggi va molto fiera.